Review:
The Cure, 20 Giugno 2004, Napoli, Neapolis Festival
Torna alle ReviewsCombattuto tra un passato ingombrante e il tentativo di aprirsi a nuove strade, Robert Smith ha lottato contro una pessima organizzazione e un pubblico non all'altezza di accettare i cambiamenti, e tuttavia ne è uscito a testa alta. Questa volta la cura del dottor Smith non ha funzionato come sempre. Lo show ha stentato a decollare ed è stato penalizzato soprattutto all'inizio da un suono pessimo, un palco insufficiente e da una tiepida risposta del pubblico ai brani del nuovo album The Cure, presentati in anteprima in occasione del tour europeo. Risultato: non si è scatenata quell'esplosione di energia magica e catartica tipica degli spettacoli dei Cure, e Robert Smith non è riuscito a raggiungere la giusta empatia col pubblico. Nonostante tutto ci sono stati momenti sublimi come la straziante The Drowning Man in una versione decisamente heavy, la claustrofobica Sinking, e l'implosiva The Promise dall'ultimo disco. Smith è parso frustrato e più depresso del solito, probabilmente perché ha percepito il muro insormontabile che lo separa dai suoi fans, refrattari ad accettare un'evoluzione artistica che lo sta allontanando sempre più dal suo passato (e i nuovi brani dimostrano una versatilità e una maturità notevoli passando dal brit pop di The End Of The World al crossover di Never). Robert Smith sembra tormentato da un grande dilemma: appagare le aspettative di un pubblico che ha ormai un'immagine cristallizzata dei Cure o seguire un proprio percorso artistico che lo sta allontanando dai vecchi sostenitori più accaniti? La dimostrazione di tutto questo è una scaletta discontinua nella quale si avverte fortemente la distanza tra il repertorio vecchio e quello più recente. Nonostante le difficoltà i Cure si sono sforzati di dare il massimo, ma sul più bello, dopo solo due ore e un quarto l'incanto si è spezzato, e il sipario e calato, lasciando tutti a bocca asciutta. Rimangono intatte la profondità dei testi e della musica, e la forza dell'immagine. Un'immagine vera, vissuta e sofferta, nonostante la popolarità.
Scritto da Gianmaria Consiglio
